<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501</id><updated>2012-02-16T22:45:34.911+01:00</updated><title type='text'>Assemblea Permanente Interscienze</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>17</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-5935689597538677714</id><published>2010-10-09T19:36:00.000+02:00</published><updated>2010-10-21T19:41:08.425+02:00</updated><title type='text'>Documento dell'assemblea degli studenti di scienze</title><content type='html'>Condividiamo appieno le motivazioni che hanno portato i ricercatori a&lt;br /&gt;protestare contro il disegno di legge Gelmini e crediamo nell'efficacia&lt;br /&gt;dell'arma dell'indisponibilità. Alla luce del quadro politico attuale e&lt;br /&gt;del mutato iter parlamentare della legge si rende necessario allargare&lt;br /&gt;il fronte della mobilitazione e mettere in comune le analisi e le&lt;br /&gt;proposte che già da tempo le varie assemblee hanno prodotto. A questo&lt;br /&gt;proposito, oltre ad assemblee comuni, è necessario intessere delle&lt;br /&gt;relazioni tra studenti e ricercatori e rendere le comunicazioni più&lt;br /&gt;efficienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In merito alla riforma, riconosciamo le criticità individuate dai&lt;br /&gt;ricercatori riguardo al riassetto della governance, al problema della&lt;br /&gt;mancata rappresentanza negli organi decisionali, alla messa ad&lt;br /&gt;esaurimento del ruolo dei ricercatori a favore di una precarizzazione&lt;br /&gt;del percorso accademico e al mancato riconoscimento del lavoro svolto&lt;br /&gt;dagli attuali ricercatori a tempo indeterminato. A queste vanno aggiunte&lt;br /&gt;altre criticità che gli studenti hanno contestato già da tempo; la&lt;br /&gt;riduzione del diritto allo studio, che viene declinata in due sensi:&lt;br /&gt;l'introduzione del prestito d'onore, volto a sostituire almeno in parte&lt;br /&gt;le borse di studio, che prevede l'indebitamento con una banca al momento&lt;br /&gt;dell'ingesso nell'università e la restituzione totale nell'arco di 5&lt;br /&gt;anni dalla laurea; restrizioni delle possibilità di accesso&lt;br /&gt;all'istruzione superiore a causa della mancanza di fondi per mantenere i&lt;br /&gt;corsi di laurea a numero aperto.&lt;br /&gt;Tuttavia pensiamo che sia impossibile una reale comprensione dei&lt;br /&gt;suddetti problemi, se non tenendo conto delle premesse su cui si basa la&lt;br /&gt;riforma. I tagli indiscriminati di Tremonti e l'intenzione di una&lt;br /&gt;riforma a costo zero sono segnali evidenti di un volontario&lt;br /&gt;disinvestimento nella formazione a dispetto di una retorica che vuole la&lt;br /&gt;riforma promotrice di una università meritocratica e di qualità.&lt;br /&gt;Questi due stessi concetti sono esplicitati nella riforma in modo&lt;br /&gt;diametralmente opposto a quello che nelle università viene percepito&lt;br /&gt;come necessario.&lt;br /&gt;Non sono i metodi aziendalistici di valutazione degli atenei in base al&lt;br /&gt;bilancio, di accentramento dei poteri nelle mani dei cda, e lo&lt;br /&gt;spezzettamento delle carriere in una rincorsa forsennata al concorso,&lt;br /&gt;senza la sicurezza delle proprie risorse economiche, quello che&lt;br /&gt;intendiamo per "università di qualità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo troviamo la riforma non emendabile. C'è bisogno di una&lt;br /&gt;proposta e di una idea nuova di università, che parta da chi&lt;br /&gt;l'università la fa vivere, chi per questi anni è stato completamente&lt;br /&gt;messo in disparte dal governo e dal ministro Gelmini.&lt;br /&gt;In questo senso le proposte di emendamento del rettore sono inutili per&lt;br /&gt;le motivazioni stesse che spingono la protesta. Inoltre la fiducia&lt;br /&gt;totale accordata al rettore non è per forza la scelta migliore. Egli non&lt;br /&gt;solo è esponente di spicco della CRUI che (per bocca del presidente&lt;br /&gt;Decleva e senza smentita di Dionigi) ha recentemente auspicato&lt;br /&gt;l'approvazione in tempi rapidissimi della riforma, ma in quanto rettore&lt;br /&gt;dell'Alma Mater è tra i promotori del gruppo AQUIS, un consorzio di&lt;br /&gt;università "eccellenti" che, per sottrarsi alla scure dei tagli, sin&lt;br /&gt;dall'inizio ha ostentato il totale accordo con il progetto di riforma,&lt;br /&gt;spingendo per una separazione in "classi" delle università italiane. Le&lt;br /&gt;università dell'AQUIS hanno recepito la riforma senza opporre resistenza&lt;br /&gt;prima ancora che venisse approvata, visto che è già in atto la&lt;br /&gt;riscrittura dello statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proponiamo ai ricercatori di partecipare al presidio davanti al&lt;br /&gt;rettorato il giorno 14 ottobre, data della prima discussione alla camera&lt;br /&gt;della riforma, in contemporanea con le manifestazioni a Roma e in tutta&lt;br /&gt;Italia, per chiedere al rettore di prendere una posizione chiara.&lt;br /&gt;Sul lungo periodo, anche guidati dai riscontri di questa settimana&lt;br /&gt;decisiva, crediamo sia importantissimo promuovere un tavolo di&lt;br /&gt;discussione e proposta tra ricercatori, docenti, precari e studenti&lt;br /&gt;sulle reali necessità dell'università, fermamente convinti che una vera&lt;br /&gt;riforma debba partire dal basso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-5935689597538677714?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/5935689597538677714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=5935689597538677714&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/5935689597538677714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/5935689597538677714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2010/10/documento-dellassemblea-degli-studenti.html' title='Documento dell&apos;assemblea degli studenti di scienze'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-620389472488053274</id><published>2010-10-07T16:16:00.002+02:00</published><updated>2010-10-07T16:19:51.067+02:00</updated><title type='text'>Verso la giornata di mobilitazione contro il Ddl Gelmini del 14 ottobre</title><content type='html'>Con la mobilitazione dei ricercatori, si continuano a sollevare, da più parti del mondo accademico, critiche e proteste circa le conseguenze che l'approvazione del Ddl Gelmini avrebbe sul futuro dell'Università; noi studenti diamo il nostro appoggio a tutti quei Ricercatori che utilizzano l'indisponiblità alla didattica come arma contro una riforma calata dall'alto che mina alla base la qualità della didattica e della ricerca dell'Università pubbblica.&lt;br /&gt;Gli studenti , con un' intensa stagione di mobilitazioni e di proteste, hanno già affermato il loro netto no alla Gelmini e alla sua retorica della meritocrazia, che nasconde tagli indiscriminati verso tutto il mondo della formazione.&lt;br /&gt;No ad una riforma a costo zero.&lt;br /&gt;No alla chiusura di corsi di laurea e alla cancellazione di corsi.&lt;br /&gt;No ai prestiti d'onore e alla logica dell'indebitamento.&lt;br /&gt;No all'Università dei crediti, del 3+2 e degli stage gratuiti.&lt;br /&gt;Per questo invitiamo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RICERCATORI E STUDENTI della Facoltà di Scienze&lt;/span&gt; ad un incontro&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;VENERDI' 8 OTTOBRE ORE 13 AULA 1 - DIP. ASTRONOMIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;VIA RANZANI 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;per capire meglio le motivazioni dei Ricercatori e pensare nuove forme comuni di protesta, in vista dell'&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Assemblea d'Ateneo Ricercatori - Studenti del 12 ottobre&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-620389472488053274?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/620389472488053274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=620389472488053274&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/620389472488053274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/620389472488053274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2010/10/verso-la-giornata-di-mobilitazione.html' title='Verso la giornata di mobilitazione contro il Ddl Gelmini del 14 ottobre'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-3446247977518520449</id><published>2010-05-15T16:52:00.003+02:00</published><updated>2010-05-15T17:10:55.427+02:00</updated><title type='text'>Audio e presentazioni degli incontri su editoria e valutazione</title><content type='html'>20/04/2010 I MECCANISMI DELL'EDITORIA&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=7431EFUT"&gt;Introduzione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=O687CC5V"&gt;Vittorio Morandi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=P1M4XPAB"&gt;Andrea Capocci&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=X8JMZT6G"&gt;Federico Di Traglia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=7S6XR0VS"&gt;Discussione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21/04/2010 COME SI VALUTA LA RICERCA&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=M19F8K13"&gt;Introduzione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=Q520ZWO2"&gt;Antonella De Robbio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=NQ0CFWTN"&gt;Anna Borghi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=TS6VW9MC"&gt;Discussione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=1DWADIP0"&gt;Presentazione sulla  valutazione della ricerca&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=RKY2TYXZ"&gt;Presentazione sull'open  access&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=BJKT0AJQ"&gt;Articolo sugli indicatori bibliometrici per la valutazione dei ricercatori&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=ZFQWGNW6"&gt;Articolo sulle criticità della pubblicazione di articoli scientifici&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-3446247977518520449?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/3446247977518520449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=3446247977518520449&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/3446247977518520449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/3446247977518520449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2010/05/audio-e-presentazioni-degli-incontri-su.html' title='Audio e presentazioni degli incontri su editoria e valutazione'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-8203997164509328539</id><published>2010-05-06T19:51:00.003+02:00</published><updated>2010-05-06T20:02:33.395+02:00</updated><title type='text'>Seminario su TECNOSCIENZE: scienza ed economia della conoscenza</title><content type='html'>Svariati secoli ci hanno consegnato una rappresentazione della scienza come disinteressata, oggettiva e progressiva conoscenza dell’esistente; mai come oggi, quest’immagine è lontana da una realtà in cui scoperta ed invenzione, teoria ed applicazione divengono due facce della stessa medaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il sapere è a tutti gli effetti strumento e mezzo produttivo, la distinzione tra ricerca di base e ricerca applicata si fa più labile, finanziamenti e strutture pubbliche si mettono in osmosi con quelle private, Scienza e Tecnologia tendono ad intrecciarsi su un piano determinato dal mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre l’informatizzazione diffusa, la connettività di internet hanno assunto un ruolo costitutivo nell’evoluzione di svariate discipline scientifiche: dalla fisica alla matematica, fino alla biologia; dotandole di nuovi modelli sperimentali e di ricerca, trasformando la modalità di circolazione d’informazioni e incrementando anche produzione e produttività del sapere scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rete e il traffico di conoscenze, innovazione, scoperte rappresentano un campo aperto in cui possono convivere attorno allo sviluppo e al futuro della scienza, libertà individuale e interesse collettivo, controllo ed egemonia del mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo seminario sottoporremo a critica l’ideologia proprietaria che vorrebbe il progresso scientifico dipendente dalle aspettative di profitto, i finanziamenti alla ricerca legati unicamente a prospettive concrete di applicazione, la cooperazione e la collaborazione subordinate alla logica della competizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci interessa capire se e in che modo la corsa ai brevetti e le barriere alla libera circolazione del sapere sono nocive per la ricerca, contrastano l’innovazione e la funzione sociale della scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indagheremo i rapporti tra imprenditoria e ricerca scientifica, come il privato entra e nasce nell’università, come le accademie introiettino le logiche mercantili, come la produzione tecno scientifica sia trasferita direttamente sul mercato finanziario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le contraddizioni intrinseche nel rapporto tra economia e scienza, tra progresso e profitto, tra  affermazione personale, bene comune e impresa privata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le possibili vie di fuga? Le sperimentazioni esistenti, i differenti gradi di libertà concessi dall’informatica e dalle reti nella connessione tra mondo open source e campi applicativi di ricerca? Quali sono le credibili alternative che, sul piano normativo, possano interagire ed opporsi alle dinamiche brevettuali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le prospettive etiche per una ricerca che vede insita nella sua stessa esistenza rapporti economici e interessi privati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci interessa guardare a questi problemi da un punto di vista interno alla realtà attuale, in particolare quella italiana, in cui ricerca ed università sono tuttora sotto il giogo di domini feudali e subiscono devastanti tagli ai fondi di finanziamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte del ruolo prevalentemente attendista e parassitario dei privati nostrani nei confronti della formazione e della ricerca, ci troviamo di fronte a tendenze presentate come eccellenti piuttosto che estesi processi di aziendalizzazione; un approccio etico alla ricerca scientifica deve quindi anche tenere conto delle condizioni rispetto alle quali le logiche di mercato e della libera concorrenza sembrerebbero risolutive e salvifiche.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovedì 13 Maggio 16:30 Aula Enriques-Dip di Matematica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/S-MD5N1cKvI/AAAAAAAAAA8/-scmCeYdUfM/s1600/volantino.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/S-MD5N1cKvI/AAAAAAAAAA8/-scmCeYdUfM/s400/volantino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468218654059145970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-8203997164509328539?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/8203997164509328539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=8203997164509328539&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/8203997164509328539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/8203997164509328539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2010/05/seminario-su-tecnoscienze-scienza-ed.html' title='Seminario su TECNOSCIENZE: scienza ed economia della conoscenza'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/S-MD5N1cKvI/AAAAAAAAAA8/-scmCeYdUfM/s72-c/volantino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-3809778559332796618</id><published>2010-04-07T19:02:00.008+02:00</published><updated>2010-04-15T18:03:01.690+02:00</updated><title type='text'>L'altra faccia del merito</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Riviste &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;scientifiche&lt;/span&gt;&lt;i&gt;,&lt;/i&gt; pubblicazioni e valutazione della ricerca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per decenni la pu&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/S7zzqayR2dI/AAAAAAAAAAk/hIdU4Ykv7Ps/s1600/animale1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 135px; height: 189px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/S7zzqayR2dI/AAAAAAAAAAk/hIdU4Ykv7Ps/s320/animale1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457504758536460754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;bblicazione del lavoro di un ricercatore su una rivista è stato il mezzo principale di comunicazione del sapere entro le comunità scientifiche, ma con la crisi dell'editoria tradizionale, nuovi canali di trasmissione e condivisione della conoscenza stanno prendendo piede, invertendo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; questa tendenza e mettendo in crisi il concetto di proprietà intellettuale sui prodotti della ricerca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E' sensato, dunque, valutare l'attività di un ricercatore in base alle riviste su cui i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;suoi lavori vengono pubblicati, delegando così il delicato compito della valutazione della ricerca a scelte editoriali, che spesso non rispondono agli interessi della comunità scientifica, ma più direttamente a logiche di profitto?&lt;br /&gt;E' sensato parlare di criteri oggettivi, quando a determinare l'autorevolezza o meno di una rivista è una società privata e la stessa valutazione delle riviste nasce con scopi commerciali che poco hanno a che vedere con la qualità delle pubblicazioni?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In questo contesto ci sembra doveroso interrogarsi su quali ricadute effettive ha l'utilizzo di criteri quantitativi sulla qualità della ricerca stessa e se una presunta valutazione oggettiva della ricerca non finisca per costituire, di fatto, un blocco alla produzione di sapere e alla diffusione della conoscenza. A questo proposito cercheremo di capire in che modo l'editoria Open Access e gli archivi a libero accesso propongono modelli economici alternativi per l’organizzazione, la produzione e la disseminazione del sapere, nonché una gestione diversa della proprietà intellettuale, che non costituisca di fatto una limitazione all'accesso, alla fruibilità e alla diffusione dei prodotti della ricerca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Cercheremo dunque di capire cosa si nasconde dietro la retorica del merito, che viene utilizzata strumentalmente dal Governo per ridisegnare l'assetto dell'Università e del mondo della ricerca, ma che poco ha a che fare con una reale valutazione della produzione dei saperi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La discussione si articolerà in due incontri: nel primo analizzeremo i meccanismi che regolano il mondo delle riviste scientifiche e la pratica della pubblicazione, &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;da una parte atto produttivo su  cui si misurano i finanziamenti e dall'altro strumento di messa in comune della conoscenza nell’ottica di un percorso di ricerca collettivo&lt;/span&gt;;  ne parleremo con Andrea Capocci (Università La Sapienza di Roma), Vittorio Morandi (CNR, Bologna) e Federico Di Traglia (Università di Pisa - Know Work Tijuana Project).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold;"&gt;I MECCANISMI DELL'EDITORIA&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Martedì 20 aprile 2010, ore 18, aula Ghigi (via S. Giacomo 9)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel secondo incontro analizzeremo da vicino quali ricadute il tentativo di quantificare l'attività di un ricercatore ha sui processi di produzione del sapere, delimitando nuovi confini e inficiando l'autonomia della ricerca; interverranno nella discussione Anna Borghi (Università di Bologna) e   Antonella De Robbio (&lt;/span&gt;Centro d'Ateneo per le biblioteche, &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Univ. di Padova).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold;"&gt;COME SI VALUTA LA RICERCA?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mercoledì 21 aprile 2010, ore 18, aula Ghigi (via S. Giacomo 9).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/S8c4a-YEvWI/AAAAAAAAAA0/FScr2uiyoUg/s1600/volantinoscienze.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/S8c4a-YEvWI/AAAAAAAAAA0/FScr2uiyoUg/s400/volantinoscienze.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460395109281742178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-3809778559332796618?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/3809778559332796618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=3809778559332796618&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/3809778559332796618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/3809778559332796618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2010/04/laltra-faccia-del-merito.html' title='L&apos;altra faccia del merito'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/S7zzqayR2dI/AAAAAAAAAAk/hIdU4Ykv7Ps/s72-c/animale1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-4874708083137488131</id><published>2009-12-08T21:34:00.001+01:00</published><updated>2009-12-08T21:36:30.450+01:00</updated><title type='text'>Volantino per il corteo dell'11 dicembre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/Sx64eH5Je8I/AAAAAAAAAAU/tT3d-8loLJI/s1600-h/volantini11corretto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 339px; height: 472px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/Sx64eH5Je8I/AAAAAAAAAAU/tT3d-8loLJI/s400/volantini11corretto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412966629800246210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-4874708083137488131?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/4874708083137488131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=4874708083137488131&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/4874708083137488131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/4874708083137488131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/12/blog-post.html' title='Volantino per il corteo dell&apos;11 dicembre'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pIXLhCTyY5E/Sx64eH5Je8I/AAAAAAAAAAU/tT3d-8loLJI/s72-c/volantini11corretto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-4515289097193178283</id><published>2009-12-05T19:39:00.003+01:00</published><updated>2009-12-05T19:52:03.700+01:00</updated><title type='text'>Pensare la valutazione per uscire dalla crisi dell’Università</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   	 	&lt;title&gt;&lt;/title&gt; 	&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 2.4  (Linux)"&gt; 	&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;     &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Gli studenti e le studentesse dell'Università di Bologna si sono presentati "senza invito" in Rettorato per un incontro promosso dal Nucleo di Valutazione dell'Alma Mater sulla valutazione e sulla didattica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Agli interventi previsti si è aggiunto quello degli studenti dell'Onda e dei ricercatori precari che hanno letto un documento, col quale è stata lanciata a presidi, docenti e rettore la proposta di un'apertura di tavoli sulla didattica nelle facoltà, affinchè siano i soggetti che vivono realmente l'università a decidere sul proprio percorso formativo e sulla propria didattica. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Documento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Siamo studenti e ricercatori, ogni giorno con il nostro lavoro produciamo saperi nell'università-azienda. Produciamo ricchezza. E' questa consapevolezza che ci ha spinti a prendere parola in questa sede. La didattica e la valutazione per noi, sono temi centrali sui quali sentiamo la necessità di esprimerci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Siamo gli studenti che vivono negli anni del 3+2, nell'epoca del processo di Bologna, che subiscono la misurazione in crediti e la parcellizzazione idiota e artificiale del sapere; che continuano a subire i tagli radicali alla formazione, la moltiplicazione delle barriere all'accesso lungo il percorso formativo e il costante aumento delle rette. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Negli ultimi 20 anni abbiamo subito, quasi mai passivamente, continue riforme dell'Università che hanno prodotto esclusivamente dequalificazione dei saperi. Pensiamo che la riforma Gelmini approfondisca questo processo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Siamo i ricercatori che non hanno fondi per le proprie ricerche, che subiscono il ricatto della precarietà. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Siamo i ricercatori che in questo Ateneo forniscono prestazioni gratuite, costretti a sacrificare tempo e risorse per trovare un modo per costruirsi una vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Siamo studenti e ricercatori e siamo stanchi di subire l’incessante dequalificazione della didattica, della ricerca e dei saperi. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Lo scorso autunno abbiamo partecipato ai cortei dell'Onda, quello straordinario movimento che ha saputo opporsi ai tagli dell'università e della ricerca, che ha saputo definire delle strategie di uscita dalla crisi dell'Università. Oggi non ci lasciamo ingannare dalla retorica del merito del ministro Gelmini il cui scopo principale è mascherare una realtà fatta di tagli e dismissione dell'università pubblica. Ci rifiutiamo di pensare la qualità della didattica come un premio per pochi. Crediamo piuttosto che l'accesso ad una didattica e ad un sapere di qualità sia un diritto di tutti. Non capiamo perché dovremmo indebitarci per poter studiare, già prima di entrare nel mercato del lavoro. Anzi no lo capiamo benissimo: il prestito d'onore serve a renderci ancora più precari. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per questo siamo quelli che quando scendono in piazza scrivono sugli striscioni "La Gelmini non ci merita", per questo l'11 dicembre scenderemo in piazza insieme agli studenti medi, insieme ai precari della scuola, formando un corteo autonomo che dica  "no" in maniera decisa alla politica dei tagli che ha attaccato trasversalmente tutto il mondo della formazione, che dica “no” allo smantellamento dell'università pubblica e al tentativo di renderci ancora più precari. L'11 dicembre sarà un giorno importante per i tanti che come il rettore, i prorettori, i presidi e docenti presenti in questa sala hanno a cuore il destino dell'Università. A loro rivolgiamo il nostro invito a partecipare a quella giornata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;   &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le riforme dell’Università promosse da tutti i governi degli ultimi due decenni non hanno mai avuto come principale campo di interesse la didattica e la ricerca, non per questo non hanno inciso negativamente su questi due ambiti. Tutto il contrario. Dal processo di Bologna in poi, ogni intervento sull’Università ha contribuito allo smantellamento del sistema della formazione. Non siamo nostalgici. Pensiamo le trasformazioni del presente sempre in termini innovativi e mai conservativi. E’ a partire da questo assunto che mentre tutti continuavano a pensare con criteri economicistici, noi, studenti e ricercatori, sin dall’inizio abbiamo messo al centro dei nostri ragionamenti e delle nostre pratiche la qualità della didattica e della ricerca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Abbiamo deciso di prendere parola su una parte importante della nostra vita, di dare voce e possibilità concrete a quel desiderio comune e diffuso di apprendere, di innovare le pratiche di produzione e condivisione dei saperi. E’ da qui, dalla voglia di imparare, di studiare e di fare ricerca, desiderio continuamente mortificato dalle riforme imposte dai governi, che bisogna ripartire anche solo per pensare la riqualificazione della didattica e della ricerca. Non partiamo da zero. Già da tempo in alcune Facoltà di questo Ateneo sono nati percorsi didattici e formativi gestiti insieme da studenti, ricercatori, docenti e figure di alto profilo del mondo della cultura. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Abbiamo costruito e continuiamo a costruire, con passione e tenacia, esperimenti didattici puntando sulla collaborazione e la cooperazione tra le diverse figure della relazione didattica, ciascuna con le proprie competenze. Li abbiamo battezzati seminari di autoformazione: percorsi formativi in cui gli studenti hanno la possibilità concreta di incidere nella produzione del sapere e in cui al contempo i docenti e i ricercatori coinvolti trovano uno spazio di confronto e rielaborazione delle proprie conoscenze. Pensiamo che solo in questi termini la relazione didattica possa essere effettivamente produttiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E’ nella costruzione di questi percorsi che ci siamo accorti che esiste un'opportunità concreta di riqualificare la didattica. Una riqualificazione che non può prescindere dalla richiesta di fondi e che non può basarsi su una meritocrazia costruita attorno a criteri quantitativi e temporali che inibiscono ogni spinta propositiva da parte delle figure che animano l’università.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Siamo convinti che non si possa valutare lo studente sulla base di una prestazione occasionale di cinque minuti in cui ci si limita a ripetere la lezione imparata a memoria. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Siamo convinti che solo a partire da questi percorsi formativi, improntati sulla cooperazione, si possa parlare  di valutazione e qualità. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pensiamo ancora, che la valutazione non possa essere slegata dalla possibilità di definire in autonomia progetti formativi, di scegliere un proprio percorso di studio e di ricerca, all’interno di un’offerta didattica all’altezza delle esigenze della contemporaneità. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E’ chiaro che la qualità della didattica ha bisogno di tempo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La caccia ai fuoricorso che si è scatenata è l'espressione diretta di un'università che ha deciso di non ragionare più in termini qualitativi: devi fare gli esami e farli nel più breve tempo possibile, senza il tempo di poter lasciare sedimentare le conoscenze apprese, di poter allargare gli orizzonti di studio e di ricerca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’università, lo abbiamo sottolineato più volte, è o meglio dovrebbe essere un luogo di ricerca, oggi elemento centrale nella produzione di ricchezza. E’ solo attraverso l’investimento sulla conoscenza e la formazione che è possibile pensare l’uscita dalla crisi economica. Il ddl Gelmini, invece, precarizza i ricercatori e li rende ancora più ricattabili. Pensiamo che la ricerca debba godere di ampi margini di autonomia. Autonomia della ricerca significa accesso diretto e non mediato ai fondi. Solo a partire da queste condizioni è possibile parlare di valutazione della ricerca troppo spesso basata esclusivamente sul&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; numero delle pubblicazioni o sul numero di apparizioni nelle note a fondo pagina. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Abbiamo deciso di interrompere momentaneamente questo seminario, di prendere parola di fronte al Nucleo di Valutazione della didattica, di fronte ai presidi, ai docenti, al rettore e ai prorettori perché siamo convinti che di valutazione e didattica si debba continuare a parlare, ma rideclinando la retorica del merito portata avanti dalle ultime riforme. Certo, riteniamo assurdo non aprire la discussione che si svolgerà nella seconda parte del seminario a chi nelle facoltà sperimenta nuove pratiche didattiche e di valutazione, ma siamo decisi a promuovere un percorso costruttivo e aperto sui temi dell'incontro di oggi. Pensiamo sia indispensabile aprire nell'Ateneo e nelle Facoltà un dibattito sulla valutazione e la didattica che coinvolga tutte le figure che partecipano alla produzione dei saperi. Siamo altrettanto convinti che si debba partire proprio da quelle sperimentazioni didattiche che sono già una realtà in questo Ateneo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Riteniamo sterili le analisi che si basano sui questionari a crocette che vengono distribuiti a lezione. Questi questionari promuovono un’idea di valutazione che si basa su criteri quantitativi, senza mettere in risalto né la qualità, né l’effettivo apprendimento, né la messa a valore delle capacità dei soggetti coinvolti. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pensiamo che si debba trovare un modo per rovesciare il clima di disillusione generale che si respira negli ambienti universitari e che riscontriamo nelle dichiarazioni che leggiamo nelle pagine dei giornali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per questo chiediamo al rettore e ai prorettori di dare indicazioni affinché vengano convocati nelle singole Facoltà tavoli aperti agli studenti, ai ricercatori ai docenti in cui si possano affrontare questi problemi e lavorare insieme per costruire un diverso tipo di valutazione, di merito e di didattica. Chiediamo inoltre che questi tavoli vengano convocati prima dei prossimi Consigli di Facoltà, per non cadere in promesse sterili e a lungo termine. Ci piacerebbe che queste richieste fossero accolte come un’opportunità.  Noi in tanto, continueremo a prendere parola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-4515289097193178283?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/4515289097193178283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=4515289097193178283&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/4515289097193178283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/4515289097193178283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/12/pensare-la-valutazione-per-uscire-dalla.html' title='Pensare la valutazione per uscire dalla crisi dell’Università'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-2654936019212363491</id><published>2009-11-27T15:39:00.003+01:00</published><updated>2009-11-27T15:50:02.467+01:00</updated><title type='text'>Documento dell'assemblea del 20/11 a Roma</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/user_images2/img_9632-13.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 220px; height: 146px;" src="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/user_images2/img_9632-13.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi 20 Novembre una grande assemblea di precari e di studenti, provenienti da tutta Italia, si è riunita alla Sapienza per rilanciare – a partire dalle molteplici iniziative di lotta organizzate in questi mesi nei vari atenei e scuole – un percorso ampio di mobilitazione che rimetta al centro la lotta contro il progetto di dismissione dell'università e che rivendichi un nuovo sistema di garanzie sociali all'altezza delle sfide poste dall'attuale mondo del lavoro. Ad un anno di distanza dall'esplosione dell'Onda, siamo ancora fermi nel nostro rifiuto della crisi economica: noi la crisi non la paghiamo, vogliamo fin da subito riappropriarci del nostro futuro e della ricchezza sociale che ci viene quotidianamente sottratta.&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Per queste ragioni chiediamo, in primo luogo, il ritiro immediato del DDL Gelmini – presentato mediaticamente come disegno “innovativo” di riforma dell’Università – che rappresenta palesemente un progetto di riproposizione e cristallizzazione di tutti gli elementi negativi del sistema universitario, denunciati più volte dal movimento dell’Onda:&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- non risolve in nessun modo il problema della precarietà né del ricambio generazionale – come propagandato dal Governo – aumentando, invece, il fossato tra tutelati e non tutelati, tra chi è dentro e chi è fuori dal sistema di garanzie sociali; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- non interviene sulla governance degli atenei per innovarla, ma per chiudere i già irrisori spazi di democrazia e partecipazione delle differenti componenti accademiche e consolidare e rafforzare il potere delle corporazioni responsabili del fallimento dell'università pubblica negli ultimi 30 anni;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- indebolisce ulteriormente il diritto allo studio, chiedendo agli studenti di indebitarsi “all'americana” attraverso lo strumento del prestito d’onore, mentre la crisi globale – che mostra il fallimento di un sistema fondato sull'indebitamento – richiederebbe una netta inversione di tendenza e di maggiori investimenti per garantire a tutti l’accesso ai livelli più alti dell’istruzione superiore;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- completa il processo di de-strutturazione e riduzione dell’Università pubblica prefigurando, quindi, un'università complessivamente più piccola, che non risponde alla domanda di maggiore conoscenza e competenze che il nostro paese dovrebbe considerare centrale per le proprie politiche di sviluppo; con l'entrata dei privati negli organi di governo si regalano gli atenei ai poteri locali, senza che questi diano nessun contributo alla crescita dell'università;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- restituisce alle lobby accademiche il controllo sui concorsi, senza incidere sulle pratiche clientelari e mettendo in competizione i precari e gli attuali ricercatori; servirebbe, invece, un piano straordinario di reclutamento, con un numero consistente di concorsi che diano opportunità reali a chi garantisce il funzionamento quotidiano della didattica e della ricerca nei nostri atenei;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- nasconde il progetto di smantellamento selettivo dell'università dietro il paravento della valutazione dei meriti individuali; tuttavia, non si può far finta di non sapere che precarietà e ricattabilità rendono impossibile una valutazione trasparente delle capacità delle persone; la valorizzazione del merito non può prescindere da un serio investimento (anche e soprattutto economico) sulla qualità della didattica e della ricerca e sulla garanzia di autonomia sociale di chi studia, di chi insegna e di chi fa ricerca nelle università. In assenza di tali garanzie, nel contesto Italiano, l'insistenza da parte governativa sul merito si risolve in uno strumento di ulteriore ricatto per i precari. La retorica dell'efficienza e della meritocrazia altro non è che uno strumento per dequalificare ulteriormente il sapere, per stratificare e declassare la forza lavoro.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Specularmente, il taglio dei finanziamenti per la scuola contenuto nella legge 133 di 8 miliardi di euro e la legge 169 con la cancellazione delle compresenze e del modulo determinano un netto peggioramento della qualità della didattica e producono migliaia di licenziamenti. A questo si aggiunge il progetto di legge Aprea che, se approvato, porterebbe l'ingresso dei privati nelle scuole e sarebbe causa  di  una  assurda gerarchizzazione della classe docente con la repressione della libertà di insegnamento e dell'autonomia dei docenti. Allo stesso modo, la volontà di aziendalizzare la scuola uccide l'emancipazione culturale degli studenti. Il protagonismo del movimento dei precari della scuola, dei genitori e degli studenti di questi ultimi mesi si salda naturalmente con la lotta che parte dalle università per costruire una grande risposta unitaria di tutto il mondo della conoscenza contro l'attacco mosso da governo. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In un contesto di forte crisi sociale e produttiva, l’investimento politico ed economico sulla Scuola, sull'Università, le Accademie, i Conservatori e sulla Ricerca come beni comuni dovrebbe essere il principale strumento per il rilancio del paese, fondato sulla qualità della vita delle persone e che sappia andare oltre i limiti del modello fallimentare imposto dall'attuale classe dirigente ed imprenditoriale. L'attacco alla Scuola e all'Università al quale stiamo assistendo è parte di un'aggressione più generale, tanto più anacronistica proprio perché cade nel pieno del fallimento delle politiche di smantellamento dello stato sociale condotte negli ultimi tre decenni.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non è un caso se l'Onda ha fatto breccia nell'immaginario: ha saputo, infatti, esprimere i bisogni e i desideri di una nuova generazione. La generazione dell'Onda ha mostrato, nel cuore della crisi globale, che in una società della conoscenza l'accesso pubblico all'università e la qualità del sapere, sono degli elementi di nuova e piena cittadinanza. Oggi, alla luce del nuovo progetto di riforma e assunto il definitivo fallimento del modello del 3+2, pensiamo sia ancor più centrale riaprire, in tutti gli atenei, la lotta per l'accesso e per la qualità del sapere, per l'abbattimento delle forme di blocco, di selezione e di segmentazione dei percorsi formativi (numeri chiusi, test d'ingresso, percorsi d'eccellenza), per la rivendicazione di spazi di decisione sulla didattica e sulla ricerca e di autogestione dei percorsi formativi. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Scuola, Università, Accademie, Conservatori e Ricerca sono parte di un modello innovativo di welfare che sappia rispondere alle attuali forme di sfruttamento. La continuità del reddito, l'accesso alla casa e alla mobilità sono bisogni ormai imprescindibili. Solo rispondendo al problema della precarietà di chi studia e lavora nei luoghi della conoscenza con la definizione di un nuovo welfare, si oppone una risposta al governo che non sia corporativa, ma che sappia parlare all'intera società e attraversarla. Per queste ragioni riteniamo decisivo rilanciare nelle prossime settimane una campagna, in tutte le città, per rivendicare forme di erogazione, diretta ed indiretta, di reddito per gli studenti e i precari, che vada nella direzione del rifiuto delle forme di precarizzazione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per questo, da oggi, studenti e lavoratori precari lanciano una vera e propria campagna di mobilitazione che unifichi le lotte portare avanti nelle scuole e nelle università e che, a partire da questa Assemblea nazionale, abbia il passo abbastanza lungo da mettere in discussione il percorso di questo DDL e porre all'ordine del giorno nazionale l'elaborazione di un nuovo sistema di welfare all'altezza delle sfide della società della conoscenza. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si propone di:&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- organizzare iniziative di mobilitazione sui territori, in forme molteplici, il 2 dicembre;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- in occasione dell'11 dicembre vogliamo generalizzare lo sciopero e assediare il Ministero, a partire dalla mobilitazione già lanciata dai coordinamenti e dai precari delle scuole e dai sindacati;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- assediare il Parlamento in concomitanza con il calendario di discussione e votazione del DDL;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;- organizzare una grande manifestazione nazionale a Roma a inizio marzo che, partendo dalla difesa e dal rilancio dal mondo della conoscenza, coniughi la necessità di eliminare la precarietà lavorativa ed esistenziale con il contrasto delle migliaia di licenziamenti giustificati pretestuosamente con la crisi rivendicando un nuovo sistema di welfare fondato sulla continuità di reddito per tutti, l'accesso alla mobilità alla casa e ai servizi.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Assemblea nazionale dei precari e degli studenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Roma, 20/11/2009&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-2654936019212363491?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/2654936019212363491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=2654936019212363491&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/2654936019212363491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/2654936019212363491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/11/documento-dellassemblea-del-2011-roma.html' title='Documento dell&apos;assemblea del 20/11 a Roma'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-8266131283691122191</id><published>2009-11-20T19:53:00.000+01:00</published><updated>2009-12-05T20:01:53.802+01:00</updated><title type='text'>INCONTRO DELLA FACOLTA' DI SCIENZE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;   	&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt; 	&lt;title&gt;&lt;/title&gt; 	&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 2.4  (Linux)"&gt; 	&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;05/11/2009 aula Ghigi  B.E.S.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;27/11/2009: il governo propone il disegno di &lt;u&gt;legge delega&lt;/u&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt; “in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;E' passato più di un anno dalla famigerata legge 133 che si abbattè come una scure sul mondo della formazione, dell'università, della ricerca e della cultura. Più di 1000 Mld di tagli in quattro anni solo per l'università.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Un anno di proteste, di presa di consapevolezza e di parola per un movimento che ha saputo capire le ragioni profonde di un provvedimento e ha saputo inquadrarle in un contesto ben più largo e strutturato che il semplice “stringiamo la cinghia” dettato dal governo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Un anno speso bene però dal governo che ha impegnato tutte le sue forze in una campagna propagandistica che preparasse il terreno ad un consenso facile per la riforma in tutta la sua fantomatica novità e benedetta puntualità. Un anno a scolpire nella mente di tutti parole semplici, a prima vista difficili da rifiutare parlando di università e ricerca:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Meritocrazia, eccellenza, efficienza.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Ma possiamo fidarci del nostro primo istinto di fronte alle parole usate per incensare il proprio programma legislativo, soprattutto se si basa sul presupposto terrificante della legge 133?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Quanto sono nuove queste parole prima dell'ennesima riforma? Che senso hanno realmente sia da un punto di vista politico che dal più immediato raffronto con le effettive proposte contenute nella riforma?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;C'è da chiedersi ancora quali siano le basi logiche e ideologiche su cui si basa l'intervento del governo e quanto abbiano a che fare con la linea europea riguardo alla funzione e all'organizzazione di università e ricerca; e quali siano infine gli effetti pratici sui percorsi di vita e lavorativi che ci attendono dopo questa riforma. In quanto studenti di facoltà scientifiche verremo sicuramente investiti dagli effetti di una rivoluzione nell'organizzazione delle carriere di ricerca e di docenza;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;e più di altri sentiremo sulle nostre spalle la riforma, in quanto si propone un modello tecnocratico,  non nell'incentivo dato alla ricerca scientifica e tecnologica, ma nella settorializzazione delle conoscenze, nella idea di un'università delle competenze asservita unicamente alle logiche del mercato (del lavoro e non) in cui il nostro ruolo è solo di immagazzinare tali competenze perchè possano essere estratte all'occorrenza. Siamo sicuri che la possibilità di futuro che dicono di poter creare sia davvero la nostra, o che il progetto del nostro futuro, ridotto solo nelle nostre capacità di arricchire il nostro bagaglio di competenze, servirà soltanto a rincorrere il lavoro nella precarietà?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Noi dell'Assemblea permanente Interscienze abbiamo voluto aprire un confronto tra gli studenti, i dottorandi e i ricercatori su questa riforma, tramite quest'incontro di facoltà e incontri settimanali sotto forma di laboratorio. Cerceremo di entrare nei meandri del testo e di aprirci al dialogo critico tra tutti coloro che vorranno prendere parte alla discussione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Di seguito sono presentati alcuni estratti dagli interventi dell'incontro:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Gabriele:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt; Bisogna certamente chiedersi perchè un anno di attesa per proporre la riforma. Il governo aveva la necessità di un’opera di propaganda volta alla creazione preliminare del consenso e all’individuazione di un nemico comune cui contrapporre un paradigma positivo, entrambi facilmente riconoscibili: la casta baronale, la corruzione, il nepotismo, l’assenza di trasparenza contro la valorizzazione del merito e la conseguente instaurazione di un regime meritocratico.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Se ci fermassimo alle parole non si potrebbe obbiettare nulla, ma siamo sicuri che esse corrispondano realmente ai fatti? (ovvero, ora che che l'abbiamo a disposizione, a ciò che c'è scritto nel testo). La parola che ci ha assordato di più negli utimi mesi è stata &lt;/span&gt;&lt;u&gt;meritocrazia&lt;/u&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;. Attenzione non  merito, ma meritocrazia. Ma il termine non può essere dei più vaghi. La meritocrazia richiede la valutazione: chi viene valutato, cosa viene valutato, come si viene valutati e che effetti ha la valutazione. Si potrebbe pensare (e così vorrebbe la costituzione) ad una valutazione individuale, per esempio diretta al singolo studente, ricercatore, pubblicazione, perfino gruppo di ricerca, benchè la cosa sia estremamente difficile da definire; oppure ad una valutazione che riguarda le strutture (atenei, facoltà dipartimenti, enti di ricerca).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Ora abbiamo un modo per capire cosa il governo ha in mente. Basta sfogliare con occhio critico la riforma:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;La riforma 	non aggiunge un euro in più, ovvero restano i tagli della 133 e la 	riorganizzazione totale dell'università è “a costo zero”.&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;Il 	meccanismo che segue la valutazione è premiale, ovvero si avranno 	benefici se si sarà valutati positivamente.&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;L'unica 	cosa già definita ampiamente e dettagliatamente è la completa 	riorganizzazione della governance d'ateneo. Se fino ad ora il senato 	accademico (e la giunta) avevano l'ultima parola sulle decisioni 	riguardanti i corsi e le strutture didattiche e della ricerca ora 	sarà scavalcato dal C.d.a. (consiglio di amministrazione) organo 	che regola la contabilità (aziendale) dell'ateneo. Potrà decidere 	sulla soppressione di corsi e di intere facoltà se i criteri 	econometrici che gli sono propri diranno che è bene così.  	&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Il meccanismo premiale riguarda solo le università, anzi meglio distingue in modo netto università che sono definite “virtuose” (che in realtà è una auto definizione, vedi AQUIS) e quelle che non lo sono. Il motivo di tale virtù risiede nel fatto che i conti di tali università siano in pareggio, dimenticandosi che le università non hanno come scopo il pareggio di bilancio, nè tantomeno il lucro, non sono aziende! La cosa si fa paradossale quando viene definito meglio quale è il meccanismo premiale: visto che la riforma non aggiunge un euro il premio sarà il &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;NON-COMMISSARIAMENTO&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;la 	possibilità di continuare ad accedere alle risorse  dello stato 	(F.F.O.). &lt;/span&gt; 	&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Il 	blocco &lt;u&gt;parziale&lt;/u&gt; anzichè totale del turnover. &lt;/span&gt; 	&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;&lt;u&gt;Il premio dunque è assenza di punizione&lt;/u&gt;. E' stato facile convincere tutti che dietro questa definizione di meritocrazia e di valutazione c'era un impegno preciso a combattere clientelismi, baronie e difendere il &lt;u&gt;merito individuale&lt;/u&gt;, ma alla prova del nove ci si trova di fronte ad una virtù prettamente aziendale degli atenei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;La scelta di criteri di valutazione deve essere funzionale allo scopo che ci si prefigge.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Riguardo alla riorganizzazione della governance ci si accorge allora che il tutto è stato progettato coerentemente perchè si abbia come obiettivo il &lt;u&gt;pareggio di bilancio&lt;/u&gt; (prima del resto); per questo ribaltare l'importanza degli organi di governance perchè la valutazione ha assunto criteri che solo un C.d.a. può garantire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Per non parlare della composizione interna di tale C.da.: il 40% sarà composto da estranei all'università (per lo più privati e aziende). Quindi si può benissimo cercare di estrapolare quali saranno i mezzi che l'università sceglierà per rispondere alle nuove necessità: di certo non quelli che ci si aspetta da un università pubblica votata alla creazione e diffusione della cultura (di più ampio respiro). Se vogliamo essere pessimisti, ma neanche poi tanto, le uniche cose che saranno riconosciute come elementi di merito saranno:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;rilevanza 	economica dei progetti di ricerca (per i privati si intende)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;trasferimento 	tecnologico dalla ricerca di base alle aziende&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;brevetti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;produttività 	(esasperata che inciderà sulle nostre condizioni di vita come 	studenti oberati da ritmi imposti dall'alto e impossibilitati alla 	creazione di percorsi culturali autonomi e magari 	interdisciplinari).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;E la lista certamente non è completa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Per finire un esempio pratico:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;la riforma stravolge anche le carriere universitarie. Prendiamo il caso dei ricercatori a tempo determinato (quelli a tempo indeterminato scompariranno: se vuoi fare il ricercatore &lt;u&gt;devi &lt;/u&gt; anche insegnare e tanto, con conseguenze immaginabili sulla qualità della ricerca). &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt; La Gelmini dice di aver vinto così sul precariato perchè dopo al più 10 anni bisognerà sostenere un esame per diventare docente e non si potrà più essere ricercatori a tempo pieno (e indeterminato).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Ma per far sì che si possa lavorare dopo l'esame bisognerà che:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;venga 	bandito un concorso pubblico per un posto da docente&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;l'università 	abbia la possibilità di cooptare ricercatori&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;La realizzazione di queste condizioni è resa fortemente improbabile da problemi strutturali introdotti con le ultime leggi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;La 	legge 133 taglia i fondi alle università e blocca il turnover – 	la disponibilità economica va ricercata altrove (vedi privati 	esterni che decideranno come fare ricerca secondo i loro interessi)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;l'attuale 	ddl da la possibilità C.d.a. di selezionare quali dipartimenti, 	facoltà e gruppi di ricerca fanno bene all'università. Ciò 	condizionerà le possibilità di assunzione di nuovo personale 	perchè la ripartizione interna dei finanziamenti alle strutture 	universitarie sarà &lt;u&gt;differenziata&lt;/u&gt; in base a scelte economiche 	strategiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	 &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Federico:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Bisogna ricordare che tra le università che non hanno queste “virtù” ci sono “la Sapienza” di Roma e l'università di Napoli, grandissime università con sì problemi di bilancio, ma che non possono per questo essere tagliate definitivamente fuori dalle risorse statali. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;A quanto pare se si rimane nel quadro dei tagli imposti e non modificati, l'unica via praticabile dal governo è rivalersi sugli studenti (tagliando i servizi, imponendo di fatto agli atenei di aumentare le tasse per non fallire), e sui lavoratori dell'università stravolgendo in peggio le carriere, addossando oneri insostenibili di didattica a tutti i ricercatori (incompatibili con l'attività di ricerca) senza cambiamenti dal punto di vista del reddito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;I privati italiani non investono nelle università, non l'hanno mai fatto. E la riforma non mostra incentivi in questo senso, d'altra parte regala una fetta della governance degli atenei a privati (40% del C.d.a.) senza che i privati facciano nulla per sostenere le università. &lt;u&gt;Se ne cede semplicemente il controllo.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Se questa riforma voleva spazzare via lobby baronali non ci riuscirà visto che chi giudicherà nelle commissioni per le assunzioni saranno solo i più alti in ruolo (es.  l'assunzione di un docente di seconda fascia spetterà agli ordinari, di un ricercatore a ordinari e docenti di seconda fascia, ecc.. ) le lobby baronali continueranno ad esserci. A queste si aggiungeranno adesso anche le lobby private che già in molti ambiti dettano le loro leggi e che ora potranno ambire ad un ruolo ufficiale di comando (nel C.d.a).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Per quanto riguarda la nostra vita da studenti e futuri lavoratori universitari ci dobbiamo rassegnare, stando alla riforma, alla totale assenza di coinvolgimento nella vita dell'ateneo, nelle sue decisioni; in più continueremo a sottostare ad una quatidianità già fatta di precariato (nessuna speranza per il nostro lavoro, nessun momento di condivisione e collaborazione, solo studio forsennato per essere più produttivi , ma per qualcun altro..); tutto ciò sarà ancor più insostenibile se ci troveremo in difficoltà economiche: il governo ci “premierà”, dandoci l'opportunità di continuare gli studi solo &lt;u&gt;indebitandoci con una banca,&lt;/u&gt; attraverso il prestito d'onore. Così non potremo permetterci nessun approfondimento, nessuna relazione con altri ambiti del sapere, nessuna formazione completa, figuriamoci una normale vita sociale, se l'unico pensiero che ci tormenterà sarà quello dei debiti da saldare, fatti ancora prima di avere uno stipendio con cui saldarli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="background: rgb(255, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Questa assemblea ha deciso di dire un no preciso, consapevole, critico. L'assemblea (ogni venerdi nell'aula di medicina legale in via irnerio 49 ), sarà un vero e proprio laboratorio in cui capire in maniera più organica possibile le logiche che hanno portato alla riforma, studiarne anche i dettagli per capire come potrebbero cambiare le cose, ma anche per creare una vera alternativa alla deriva aziendalistica, ad una idea completamente deviata di meritocrazia; inoltre si darà avvio a vere inchiste sul mondo del lavoro universitario, quello che in prima persona ci vede o ci vedrà protagonisti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-8266131283691122191?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/8266131283691122191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=8266131283691122191&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/8266131283691122191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/8266131283691122191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/12/incontro-della-facolta-di-scienze.html' title='INCONTRO DELLA FACOLTA&apos; DI SCIENZE'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-5321970285166992052</id><published>2009-11-18T19:17:00.003+01:00</published><updated>2009-11-18T19:22:05.578+01:00</updated><title type='text'>News</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Assemblea Nazionale&lt;/span&gt; co-indetta dai precari autoorganizzati e FLC-CGIL Venerdi' 20 a Roma&lt;br /&gt;All'ordine del giorno:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;Analisi del Ddl Gelmini&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Piattaforma delle rivendicazioni.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Agenda delle mobilitazioni nazionali e territoriali.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Un passo dell'&lt;a href="http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=1055:roma-20-novembre-riprendere-la-parola-rilanciare-il-movimento&amp;amp;catid=85:comunicati&amp;amp;Itemid=279"&gt;appello&lt;/a&gt; per l'assemblea:&lt;br /&gt;E' chiaro dunque che se questo DDL venisse approvato dalle Camere si definirebbe un punto di non ritorno, meglio, la dismissione dell'università pubblica che abbiamo conosciuto fino ad adesso. Un'università, intendiamoci bene, che non ci siamo mai sognati di difendere e che abbiamo con forza e passione criticato, a partire dal nostro ruolo. Oggi è necessario, però, riprendere la critica dei tagli e del DDL che ne è diretta espressione. Pretendere di finanziare questa riforma con i soldi dello scudo fiscale è insensato. Non si può vincolare l’università italiana alle trovate della finanza creativa del ministro dell’economia Tremonti. Resta il fatto che in Italia si spende meno dell’1% del PIL in ricerca, e questa riforma non prevede alcun incremento. Per questo riteniamo giunto il momento di riprendere parola, per confrontare analisi e proposte, ma anche e soprattutto per ridefinire una piattaforma e un'agenda di lotte condivise. Un'agenda che non si limiti ad assumere la partecipazione alle scadenze sindacali già in cantiere, ma che piuttosto faccia delle stesse occasioni per rilanciare un movimento e una campagna politica molto più ampia e a lungo termine, che riguardi l'università e la ricerca, ma che si leghi anche alle lotte degli studenti e della scuola e che cominci a immaginare e a pretendere un nuovo Welfare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fiaccolata&lt;/span&gt; del mondo della formazione:&lt;br /&gt;ieri sera studenti medi, universitari, Assemblea delle Scuole-Genitori ed Insegnanti, Coord.Precari Scuola, Coord. Scuole Superiori -docenti strutturati hanno dato vita ad una fiaccolata per ricordare Vito, il ragazzo che il 22 novembre dello scorso anno e' morto travolto dal soffitto dell'aula del suo Liceo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggete la cronaca su &lt;a href="http://www.zic.it/partita-la-fiaccolata-del-mondo-della-scuola/"&gt;http://www.zic.it/partita-la-fiaccolata-del-mondo-della-scuola/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-5321970285166992052?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/5321970285166992052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=5321970285166992052&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/5321970285166992052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/5321970285166992052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/11/news.html' title='News'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-3135306014910406382</id><published>2009-11-18T16:33:00.003+01:00</published><updated>2009-11-18T16:53:14.277+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sembra impossibile discutere del nuovo DDL Gelmini senza cercare di inquadrarlo in quello che è il contesto di riforma dell'Università a livello mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concentrandosi in particolare sullo scenario europeo, è inevitabile far riferimento al Processo di Bologna, nato nel settembre del 1999 proprio nella città in cui studiamo, quando 29 ministri dell'istruzione europei si sono incontrati con gli obiettivi di:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- creare un'area europea dell'Istruzione Superiore;&lt;br /&gt;- promuovere nel mondo il sistema di Istruzione Superiore europeo;&lt;br /&gt;- armonizzare i sistemi universitari europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni, il Processo di Bologna ha dato vita ad una successione innumerevole di documenti; forse il più importante è la &lt;a href="http://www.processodibologna.it/content/index.php?action=read_cnt&amp;amp;id_cnt=6426"&gt;Dichiarazione di Lisbona&lt;/a&gt;, del 2007, prodotta dal EUA (European University Association).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Dichiarazione di Lisbona, che da ora in poi chiameremo semplicemente "Dichiarazione", è inserita nella cornice del Processo di Bologna come suo documento progettuale "oltre il 2010", come dice il titolo stesso. E' molto vago, ma estremamente importante, dato che in esso si offrono le linee guida per le future riforme delle Università europee, nell'ottica di un "obiettivo comune"; se da un lato ci sono idee condivisibili (ad esempio si chiede chiaramente che il 2% del PIL di ogni paese sia destinato all'Istruzione Superiore &lt;a href="http://www.oecd.org/document/24/0,3343,en_2649_39263238_43586328_1_1_1_37455,00.html#4"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;DATI OCSE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), dall'altro è possibile leggere, nell'estrema vaghezza e nei tanti tecnicismi, alcune affermazioni molto chiare su qual è l'idea di Istruzione Superiore proposta dalla politica e dalle governance universitarie europee.&lt;br /&gt;Ne riportiamo alcune:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- "le società moderne dipendono fortemente dall'APPLICAZIONE della conoscenza, dall'acquisizione di COMPETENZE di alto livello, dallo SPIRITO IMPRENDITORIALE e dallo sfruttamento delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(inciso: il ministro Gelmini, in un'intervista a Il Giornale, ha dichiarato che è "inutile sfornare migliaia di laureati in scienze della comunicazione, candidati alla disoccupazione, se mancano gli ingegneri"; questo è piuttosto in disaccordo con quanto scritto sulla Dichiarazione e in entrambi i casi sembra ci si dimentichi di tutti gli studi cosiddetti "di base"...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- le COMPETENZE sarebbero da sviluppare "anche grazie ad una formazione di tipo più PROFESSIONALE";&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- c'è bisogno di riforme al fine di assicurare, tra gli altri, "occupabilità, MOBILITA', ATTRATTIVA";&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- "le Università riconoscono la necessità di effettuare ulteriori sforzi per FAR SI' CHE I DATORI DI LAVORO SI RENDANO CONTO DELL'ENORME LAVORO INTRAPRESO PER RIFORMARE I CURRICULA";&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- la ricerca è importante al fine di "creare una nuova generazione di leader capaci di integrare prospettive multiple e di RISPONDERE AI BISOGNI DI UN MERCATO DEL LAVORO IN RAPIDO CAMBIAMENTO";&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- nel paragrafo 19 "Collaborazione università-impresa" si afferma che "il trasferimento di conoscenza [è] visto quale missione basilare per le Università";&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- nel paragrafo 21 si esprime la "necessità di promuovere condizioni legali e regolatorie maggiormente FLESSIBILI e favorevoli per i ricercatori operanti nelle università".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che riusciamo a scorgere piuttosto inequivocabilmente in queste affermazioni, particolarmente nelle ultime, è l'intenzione di assoggettare sempre più lo studio e la ricerca alle esigenze del mercato e dell'impresa PRIVATA.&lt;br /&gt;Questo svilisce, anzi soffoca, quello che per noi è lo scopo primario dell'istruzione, cioè CONOSCERE LA REALTA' e COMPRENDERLA e per fare questo, però, studio e ricerca DEVONO essere primariamente FINI A SE' STESSI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il continuo piegare l'Istruzione alle logiche della produttività porta a molte contraddizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella nostra società siamo giunti all'assurdo predominio della tecnica, sempre più sganciata e lontana dalla teoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' sotto gli occhi di tutti la progressiva compartimentazione e parcellizzazione delle conoscenze, riscontrabile già a partire dai curricula, fino ad arrivare all'estrema incomunicabilità tra le varie "culture".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, sempre più noi studenti stiamo smarrendo quello che è il PIACERE di studiare, costretti, come siamo, a dare esami senza sosta e con molte scadenze forzate, come in una grande catena di montaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutto questo si aggiunge lo spettro della flessibilità (alias PRECARIETA') che già divora l'Università italiana e che è uno dei "punti di forza" del nuovo DDL Gelmini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-3135306014910406382?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/3135306014910406382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=3135306014910406382&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/3135306014910406382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/3135306014910406382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/11/ci-sembra-impossibile-discutere-del.html' title=''/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-7942261693429389149</id><published>2009-11-11T17:11:00.003+01:00</published><updated>2009-11-13T13:48:09.749+01:00</updated><title type='text'>ASSEMBLEA CITTADINA DEL MONDO DELLA FORMAZIONE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I tagli alla formazione decisi un anno fa dal Governo stanno distruggendo definitivamente una formazione pubblica in macerie, dalle primarie all'università. Una dequalificazione dei saperi e un declassamento sempre più palese sta colpendo il mondo della formazione, togliendoci la "sicurezza" di un presente e di un futuro dignitoso. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La risposta del Governo quest'anno si è dimostrata subito per quello che è, ovvero un incapace tentativo di riforma universitaria che non cambia le condizioni attuali in cui versa la formazione nel nostro paese: non possiamo difendere una formazione pubblica che insieme al privato si fonde smantellando definitivamente il sistema formativo. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Attraverso l'Autoriforma praticata nelle università, attacchiamo chi ci vuole precari e indebitati, e, contro una formazione pubblica in fallimento, costruiamo la sola possibile università autoriformata. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Intanto il governo ha messo a punto la sua strategia fatta di tagli e dismissione della formazione. Noi non ci stiamo. Sul nostro presente e sul nostro futuro decidiamo noi.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E lanciamo un'&lt;strong&gt;ASSEMBLEA CITTADINA DEL MONDO DELLA FORMAZIONE&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Venerdì 13 Novembre alle ore 17 &lt;/strong&gt;(Facoltà di Lettere e Filosofia, via zamboni 38), aperta a studenti medi e universitari, lavoratori precari della scuola e dell'università, genitori e insegnanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Inoltre Martedì 17 Novembre ci sarà una fiaccolata, per manifestare il nostro dissenso e per ricordare la morte dello studente torinese colpito dal crollo del tetto della sua scuola un anno fa.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Coordinamento Studenti Medi Bolognesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Onda Anomala Bologna&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-7942261693429389149?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/7942261693429389149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=7942261693429389149&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/7942261693429389149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/7942261693429389149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/11/assemblea-cittadina-del-mondo-della.html' title='ASSEMBLEA CITTADINA DEL MONDO DELLA FORMAZIONE'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-6392288367596310461</id><published>2009-11-06T18:15:00.003+01:00</published><updated>2009-11-13T13:48:51.387+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;﻿Nella confederazione anarchica di dipartimenti, come una volta ha detto lo stesso preside, che è la facoltà di scienze, va valutata con attenzione la molteplicita' di effetti che il DDL Gelmini avrà, deve essere capita e compresa come motore per la nascita e la creazione di nuove forme, passatemi il termine, di resistenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Accaparrarsi le briciole per cercare di restare in gara, arrampicarsi sulle pareti i cui appigli sono solo i ritorni economici, non è quello che io voglio dalla mia università.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Perchè non si propone altro che questo, un processo di smentellamento, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;a favore di un sistema meritocratico, ma che del merito ne fa un contenitore vuoto; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ebbene non fa altro che incastrarci in un sistema produttivo che è gia' fallito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un sistema prduttivo che sul piano accademico campa su dottorati senza borsa, su tirocini non retribuiti, didattica gratuita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quel sistema produttivo che finanche nel mondo accademico fa fatica ad &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;assimilare i cambiamenti, le nuove forme, le nuove figure, le nuove idee.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ma è in un sistema in crisi che si possono trovare leve per pratiche efficaci, che si possono rifocalizzare desideri ed obiettivi e le stesse forze per realizzarli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ed è così che in tutta Italia nascono esperienze come quelle dell'autoformazione, dell'autoriforma, o esperienze come quella di Bartleby.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quello che voglio dire è che è possible trovare terreni di confronto su cui si possono vedere realizzati i propri desideri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La potenza di tutto questo è palpabile nella fitta rete di contatti  tra realtà preesistenti, ma soprattutto tra realtà nate a partire dall'autunno scorso, che è rimasta in piedi e che continua a crearsi e rigenerarsi nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sto pensando alla rete con i precari del CNR, i precari della scuola, gli studenti medi, l'assemblea delle scuole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non era scontato che tutto questo assumesse la forma che ha attualmente, quindi lo leggo come una vittoria; ma non solo, anche come il punto zero per un nuovo inizio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quello che faremo è cercare di leggere tra le righe del ddl gelmini, perchè non è semplice comprendere quali saranno gli effetti di una riforma come questa, effetti che non sono nè intuitivi nè immediati, quelli che stanno al di là dei tecnicismi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;ben mascherati tra l'altro da spot vuoti come la meritocrazia e la ''nuova'' governance.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Due parole sulla meritocrazia e chiudo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;il contenitore è talmente vuoto che si fa fatica a comprendere la distinzione tra merito  e meritocrazia, tra un sistema che premi i meritevoli ed uno che distrbuisca le spese tra i meno meritevoli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In questo quadro bisogna cominciare, senza paura, a ripensare a schemi e metodi di valutazione, ripensare tutti i sistemi di valutazione, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;quindi anche quelli che valutano le universita' di eccellenza, ma sopratutto quelli che valutano la ricerca e le pubblicazioni; bisogna ripensare al copyright, alla diffusione libera di sapere libero. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Bisogna riflettere su cosa sia davvero l'autonomia della ricerca e come questa resterà legata al sistema meritocratico con un cordone che la soffocherà togliendo fondi e possibilta', selezionando percorsi, per dirla retoricamente, "remunerativi".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ed io da studentessa di astronomia mi continuo a chiedere che fine farà il mio dipartimento, che non arriva al minimo di dipendenti tra ordinari associati e docenti e rcercatori a contratto, previsti dal ddl, nonostante sia uno di quelli che riporta l'università di bologna un po' più su nelle classifiche internazionali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ermelinda&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-6392288367596310461?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/6392288367596310461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=6392288367596310461&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/6392288367596310461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/6392288367596310461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/11/nella-confederazione-anarchica-di.html' title=''/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-2372913128132634562</id><published>2009-11-02T16:29:00.006+01:00</published><updated>2009-11-04T10:42:42.915+01:00</updated><title type='text'>Incontro pubblico di facoltà di scienze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;L'assemblea permanente Interscienze&lt;br /&gt;invita studenti, dottorandi,&lt;br /&gt;ricercatori e docenti ad un&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;INCONTRO PUBBLICO DI FACOLTÀ&lt;br /&gt;DI SCIENZE&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE alle ore 17&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;presso l’Aula Ghigi di via San Giacomo 9 (B.E.S.)&lt;br /&gt;per discutere del ddl di&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RIFORMA DELL'UNIVERSIT&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;À&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;appena approvato dal governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovate il testo del ddl nella sezione link utili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-2372913128132634562?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/2372913128132634562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=2372913128132634562&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/2372913128132634562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/2372913128132634562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/11/lassemblea-permanente-interscienze.html' title='Incontro pubblico di facoltà di scienze'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-2251550775862583375</id><published>2009-10-22T14:08:00.004+02:00</published><updated>2009-11-18T17:31:10.658+01:00</updated><title type='text'>Sguardo sull'università e l'anno appena iniziato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;L’inizio di un nuovo anno accademico significa per qualcuno la graduale scoperta della facoltà scelta tra desideri ed esigenze di mercato, la conoscenza di una città che trae dall’ essere centro universitario e culturale tante delle sue qualità e della sua ricchezza ma anche una parte importante dei suoi problemi; per altri l’inizio significa invece ripartire approcciando al livello successivo dell’offerta formativa, corsi nuovi ed esami rimasti indietro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Chiunque abbia fatto la conoscenza dell’Università Pubblica Italiana da poco tempo come da lunga data (dannati fuoricorso!) non può certo dire che scoppi di salute… il grave morbo del 3+2 ha provocato il frazionamento, l’incomunicabilità delle conoscenze da conseguire e la perdita di qualità dell’insegnamento, ha sonoramente fallito gli obiettivi preposti ma ha raggiunto e superato di gran lunga la spesa sostenibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;La criticità della situazione è sottolineata dalle stesse fonti ministeriali* che annunciano a breve la presentazione della  nuova riforma, la quale sarà saggiamente varata un anno dopo quei tagli devastanti al Fondo di Finanziamento Ordinario che nei prossimi mesi diverranno effettivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Ciò che il ministro Gelmini ha intenzione di somministrare non è tanto una cura quanto una strategia di contenimento delle spese e di gestione dei tagli che comporterà una drastica riduzione dell’offerta formativa e delle borse di dottorato, un aggravamento delle situazioni di precarietà e di impoverimento della Ricerca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Per fortuna il governo e la stampa sventolano la bandiera della Meritocrazia, ma una meritocrazia che serva a dimenticare i tagli e che intenda non tanto premiare i geni, quanto scaricare su tutti gli altri l’aumento di tasse (e in questo il nostro ateneo è “troppo  avanti”) e forme lavorative a titolo gratuito, come a dire: pagare la crisi è affar vostro… D’altronde il ministro Sacconi ce lo ha gentilmente ricordato: dobbiamo “riabituarci ai lavori umili”!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Eppure chi l’Università già la conosceva avrà notato anche qualcosa di diverso:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;l’anno scorso Bologna, come tutt’Italia, veniva sommersa dal movimento studentesco più  sconvolgente degli ultimi 30 anni…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;L’Onda Anomala ha rifiutato la dismissione dell’Università Pubblica con la voce di centinaia di migliaia di studenti e precari, ma non solo, ha deciso di cambiarla partendo dalle assemblee di facoltà, con decine e decine di dibattiti, seminari, corsi autogestiti ed eventi culturali: una vera controriforma, o meglio…un’autoriforma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;L’Assemblea Permanente Interscienze nasce da questa esperienza straordinaria, nuova e inaspettata: e da qui intendiamo ripartire facendo la conoscenza del nuovo anno accademico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Come studenti e studentesse della Facoltà di Scienze vediamo  la Ricerca Scientifica, la Formazione Pubblica, come passione e desiderio personale a cui non intendiamo rinunciare, ma anche come potenziale di innovazione, cooperazione e ricchezza per la società intera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Quindi parleremo delle malattie della nostra Università, ma soprattutto  dell’unica difesa possibile del nostro futuro, non il rimpianto per il passato, bensì la partecipazione e la determinazione del presente, un contributo critico, decisionale e qualificante alla nostra formazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Preferiremmo lasciare le retoriche vuote dell’eccellenza a chi l’università la affama e a coloro che cercano di spartirsi le briciole; intendiamo piuttosto riaprire il dibattito in facoltà sul vero senso del merito, sulle modalità di accesso, di reclutamento e di valutazione ben consci che non c’è la soluzione dietro l’angolo, ma che studenti, ricercatori e precari debbano avere voce in capitolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Ci interessa inoltre avviare un’ inchiesta sulle condizioni materiali di vita in Università, in particolare sulla situazione dei dottorati e dei tirocini, indagare come il lavoro si travesta da  studio, e come lo studio si scopra già lavoro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Per questo e molto altro vogliamo confrontarci con tutti voi, dagli studenti ai docenti dai dottorandi ai ricercatori, partendo dai nostri progetti verso percorsi comuni, verso altre onde.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Assemblea Interscienze&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’assemblea permanente interscienze si riunisce ogni venerdì alle 13:00 in via Irnerio 49, nell’aula di Astronomia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;interscienzebo@gmail.com          interscienzebologna.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;*fonti: “linee guida del governo per l'università”/direttiva Gelmini del 4.9, protocollo n. 160&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-2251550775862583375?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/2251550775862583375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=2251550775862583375&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/2251550775862583375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/2251550775862583375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/10/sguardo-sulluniversita-e-lanno-appena.html' title='Sguardo sull&apos;università e l&apos;anno appena iniziato'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-4771320616427478527</id><published>2009-10-22T14:03:00.003+02:00</published><updated>2009-11-18T17:30:49.637+01:00</updated><title type='text'>DOPO I TAGLI LA RIFORMA… o meglio dopo il danno la beffa!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Agosto 2008: il governo ritiene prioritario intervenire su formazione e cultura e ricerca, lo fa inserendo nella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;legge 133&lt;/span&gt; (un insieme di tagli a tutto il settore pubblico) la decurtazione di 1,5 miliardi di euro in 5 anni dal Fondo di Finanziamento Ordinario delle università, il blocco del turn-over, la possibilità per gli atenei di costituirsi in fondazioni private.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Gennaio 2009: viene trasformato in legge il&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; decreto 180&lt;/span&gt;, un frettoloso rimaneggiamento che non muta gli effetti devastanti della 133, ma indica dei criteri di ripartizione dei tagli che favoriscano gli atenei “eccellenti”. Anche per l’università, il merito sarà il cavallo di battaglia delle retoriche di governo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Entrambe le leggi rimandano ad una futura &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riforma del sistema universitario&lt;/span&gt;, che avrebbe dovuto vedere la luce già un anno fa, ma fu impossibile procedere poiché proprio in quelle settimane l’Onda Anomala si gonfiava imponente in tutt’Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Ripetuti rinvii ci conducono fino alle più recenti dichiarazioni, e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;linee guida ministeriali&lt;/span&gt;; proponiamo qui di seguito alcuni degli aspetti più significativi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;OFFERTA FORMATIVA&lt;/span&gt;: causa l’esplicitato fallimento degli ultimi 15 anni di riforme, si intende ridefinire l’offerta formativa secondo “parametri quantitativi”, poiché vi è la necessità di una “partecipazione del sistema universitario statale agli obiettivi di contenimento della spesa pubblica” (ce ne eravamo accorti!!). Insomma non importa migliorare e razionalizzare gli insegnamenti ma frenarne la proliferazione e risparmiare. Sarà più alto il numero minimo di studenti per corso, verranno accorpati i curricola all’interno dei corsi, diverranno pressoché impossibili i corsi interclasse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FACOLTA’ CANCELLATE&lt;/span&gt;: i dipartimenti (che non potranno avere meno di 30 o 40 docenti afferenti a seconda delle dimensioni dell’ateneo) saranno accorpati in “megadipartimenti”, responsabili di ambiti disciplinari “affini”, che dovranno occuparsi  della ricerca, ma anche della didattica, ad oggi di competenza delle facoltà, le quali non esisteranno più: al loro posto strutture di “coordinamento” tra dipartimenti per la gestione dei corsi di laurea che richiedono la collaborazione di più dipartimenti;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RIFORMA DELLA GOVERNANCE&lt;/span&gt;: assumerà una centralità nella governance degli atenei il Consiglio di Amministrazione (composto per il 40% almeno da membri non elettivi) , il cui compito sarà “definire le linee di indirizzo per la pianificazione strategica” e finanziaria, mentre il senato accademico verrà esautorato di gran parte dei suoi poteri. Per cui se l’università non si costituirà in fondazione, avrà comunque una gestione aziendalista che rispetti criteri di “efficienza, efficacia ed economicità”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PRECARIZZAZIONE DELLA RICERCA&lt;/span&gt;: si prevede l’istituzione della figura del ricercatore a tempo determinato (come prevedeva il Ddl Moratti), il tur-nover rimarrà bloccato, sparirà la possibilità di reale stabilizzazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA BANDIERA DELLA MERITOCRAZIA&lt;/span&gt;  con la quale sarà presentata questa riforma: Ricerca, didattica e “virtuosità” degli atenei saranno valutate soltanto in base a parametri economici e quantitativi: numero delle pubblicazioni, delle citazioni, numero degli esami svolti in un anno sono alcuni dei criteri per valutare la qualità del lavoro di un professore; mentre per i finanziamenti agli atenei valgono il numero dei laureati, dei fuoricorso, dei corsi di laurea attivati, del livello di informatizzazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Crediamo tuttavia che i criteri meritocratici non possano essere solo dei numeri, i quali  difficilmente potranno rispecchiare la reale qualità del sapere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;D’altra parte la qualità stessa dell’Università e della Ricerca sembra estranea all’interesse di un governo che si premura di non parlare mai di finanziamenti, innovazione e relazione reale con il  mondo del lavoro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-4771320616427478527?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/4771320616427478527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=4771320616427478527&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/4771320616427478527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/4771320616427478527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/10/dopo-i-tagli-la-riforma-o-meglio-dopo.html' title='DOPO I TAGLI LA RIFORMA… o meglio dopo il danno la beffa!'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2923535126898809501.post-2400473788425634264</id><published>2009-10-22T13:53:00.005+02:00</published><updated>2009-11-18T17:31:33.601+01:00</updated><title type='text'>Sala studio di viale Berti-Pichat</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Bologna rimane una città con un certo fascino per un giovane e nonostante qualcuno ci consideri la fonte principale di degrado ed abiezione morale, conserviamo qualche ruolo importante: senza nulla togliere al pagamento di affitti esorbitanti e alla copertura di una miriade di lavoretti sottopagati e stage gratuiti, il nostro compito ultimo e fondamentale rimane quello di preservare l’incantevole e stupefacente processo di trasmissione, rinnovamento, riproduzione della conoscenza; in altri termini: STUDIARE!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;L’anno scorso sulla cresta di un movimento di massa, abbiamo avuto modo di dimostrare che non esistono saperi neutrali e che università non significa catena di montaggio lezioni-esami, tuttavia se non amiamo le iniezioni di crediti “acritici” ciò non significa che non ci piaccia studiare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Un problema si è posto nel momento in cui, nel week-end (ideale per lo studio direte..) riscontravamo una fastidiosa assenza di sale studio aperte in città, pur trattandosi di Bologna “l’Eccellente”; assenza fastidiosa soprattutto per chi da fuorisede, anche pagando il solito affitto esorbitante, non dispone di una camera spaziosa e silenziosa, adatta al ligio studio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Abbiamo pensato che la garanzia di un posto in cui studiare anche nel week-end fosse un diritto che l’Università ci doveva e le nostre attenzioni si sono rivolte verso la sala studio di viale Berti Pichat,  accanto al dipartimento di Astronomia, che rimaneva inaccessibile il sabato e la domenica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Così l’Assemblea Permanente Interscienze ha occupato quell’aula, tenendola aperta agli studenti per svariati fine settimana fino a quando gli organi accademici si sono rassegnati a concederne l’apertura anche nei giorni festivi, fino alla fine dell’anno accademico e nella piena autogestione degli studenti stessi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Le folle di studiosi che ogni week-end la riempivano, il servizio wireless gratuito da noi installato, i pranzi e le discussioni organizzati devono aver convinto l’università del bisogno, più volte negato, di maggiori spazi per gli studenti. Infatti da quest’anno il regolare orario di apertura della sala studio di viale Berti Pichat comprende anche il sabato e la domenica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Ma pur elevandosi fino a tale brillante intuizione, i vertici del nostro ateneo non hanno resistito a marcare il territorio con diverse telecamere puntate dritte sui tavoli; avranno voluto farci sentire più sicuri? Hanno forse un interesse morboso nello spiarci mentre studiamo? Oppure volevano solo comunicarci che siamo al centro delle loro attenzioni?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Premesso che abbiamo un concetto di sicurezza non misurabile con la concentrazione di polizia e telecamere, dopo un' occupazione che ha valorizzato ed arricchito la funzione di quell’ambiente senza mai causare il minimo danno alle infrastrutture, riteniamo incomprensibile la presenza di telecamere per sorvegliare persone che studiano e riteniamo inaccettabili e del tutto immotivate forme di controllo e di intrusione simili nella nostra vita quotidiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Crediamo che gli spazi universitari debbano essere accessibili e fruibili per coloro a cui appartengono veramente, ovvero gli studenti, anche al di fuori dei canonici “orari d'ufficio”; a chi ha fatto installare quelle telecamere diciamo che quando si è coscienti di non aver fornito adeguatamente un servizio, si è capaci solo di goffi quanto inutili tentativi d’intimidazione...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2923535126898809501-2400473788425634264?l=interscienzebo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://interscienzebo.blogspot.com/feeds/2400473788425634264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2923535126898809501&amp;postID=2400473788425634264&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/2400473788425634264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2923535126898809501/posts/default/2400473788425634264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://interscienzebo.blogspot.com/2009/10/sala-studio-di-viale-berti-pichat.html' title='Sala studio di viale Berti-Pichat'/><author><name>interscienze</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00663689069046552955</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
